Martedi 22 Marzo 2011
ASCOLI SATRIANO - FOGGIA
Emergenza aziende agricole, a rischio produzione coltivazioni primavera-estate causa interruzione fornitura energia elettrica

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Come già noto, da un po’ di anni, nel territorio della provincia di Foggia si verificano furti di rame sugli elettrodotti che forniscono energia elettrica per le campagne; purtroppo, negli ultimi tempi, dato che il mercato nero è molto fiorente, questo fenomeno si sta amplificando sempre più a macchia di leopardo tanto da interessare anche centri residenziali ed altre province.

Se inizialmente l’ENEL, o chi per essa, riusciva e ripristinare il servizio entro pochi giorni, oggi, dovendo dare priorità ai centri residenziali e le zone industriali, i tratti di elettrodotti interessanti le zone rurali non vengono ripristinati prima di 30 o 40 giorni in quanto, per come dicono i dirigenti Enel locali, la mole di lavoro è tale che si ha difficoltà a reperire la quantità necessaria di conduttori alternativi da sostituire ai cavi in rame rubato oltre all’ aumento dei tempi di posa in opera del nuovo materiale effettuata dell’unica ditta appaltatrice, ( a quanto sembra solo la sede Enel di Bovino, che gestisce il Subappennino Dauno, deve ripristinare 20 Km. di elettrodotto). 

Tutto ciò si ripercuote inevitabilmente e negativamente su tutte quelle aziende agricole situate nei territori, che non usufruendo della fornitura di acqua per uso irriguo dal consorzio di bonifica, provvedono ad irrigare le coltivazioni ortofrutticole da mercato e da industria attingendo acqua dai pozzi artesiani utilizzando proprio la fornitura dell’energia elettrica la cui interruzione genera diverse conseguenze, tra le quali:

-       Le aziende che hanno in atto le coltivazioni primaverili ( asparagi, carciofi, insalate, ecc. ) vedranno compromesso il raccolto, in quanto, con l’avanzare della primavera ed il conseguente aumento delle temperature, avranno necessità di un maggiore apporto idrico.

-       Le aziende che sono già senza energia elettrica hanno annullato la programmazione delle semine e dei trapianti delle colture primaverili - estive con conseguente danno economico sia per l’impresa agricola, che sta ferma, sia per l’indotto ad essa collegata, sia per la manodopera impiegata.

-       Le aziende sono costrette a preventivare l’alto rischio cui vanno incontro ad investire nelle nuove produzioni ortofrutticole per il periodo estivo, perché, considerando un’interruzione dell’energia elettrica a causa dei furti dei conduttori di rame ed i tempi lunghi previsti per il ripristino degli elettrodotti, con le alte temperature che si verificano mediamente nei mesi di luglio e agosto, basterebbero pochi giorni senza acqua per danneggiare considerevolmente o perdere totalmente il raccolto, verificandosi così un danno maggiore avendo investito una bella fetta del capitale aziendale.   

-       Per la vita quotidiana, per il benessere delle persone che vivono in campagna e degli animali presenti negli allevamenti, che hanno bisogno di acqua ed energia elettrica quotidianamente, le aziende, per sopperire all’emergenza, si approvvigionano di gruppi elettrogeni, che con i costi elevati dei carburanti, aumentano in modo considerevole i costi di gestione aziendale della già precaria economia agricola.

Per questi motivi, si rende necessario l’intervento del governo, dei ministeri e delle autorità competenti, affinché si provveda urgentemente ad intraprendere le azioni necessarie atte a far ripristinare in tempi brevi la fornitura di energia elettrica dove si verificano le interruzioni della stessa, oltre che debellare l’organizzazione malavitosa che affligge con una ulteriore piaga il mondo agricolo, messo in ginocchio dalle già note altre vicende.

Le forze dell’ordine sono intervenute più volte catturando i malfattori sul fatto, il più delle volte stranieri utilizzati come manovalanza da un sistema criminoso annullabile solo arrivando a chi dirige l’organizzazione e/o chi acquista e/o commissiona illegalmente il rame, (non è catturando gli spacciatori che si debella il fenomeno della droga ) .

Non è concepibile che questo fenomeno abbia delle conseguenze devastanti nel mondo agricolo alla pari di una calamità naturale.

Non è ammissibile che, all’indomani dei 150 anni dell’unità d’Italia, da un lato si rimarcano i diritti di coesione nazionale e dall’altro lato si permette, tra indifferenza politica e sociale, che parte del territorio e popolazione italiana deve subire passivamente le azioni delle organizzazioni malavitose senza che queste vengano contrastate energicamente e sia limitata dal godere di uno dei principi fondamentali della Costituzione di cui all’Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società e all’ Art. 35. La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni; se è vero che l’Italia da 150 anni è unita geograficamente, è anche vero che in molti casi, socialmente e culturalmente, non lo è mai stata.

Lorenzo Malgieri
Coord. Procinciale Agricoltura Foggia


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