Ai Signori Sindaci e Consiglieri Comunali pugliesi
Avete tutti letto del problema delle multe delle quote latte ma nessun giornale ha, ad ora, parlato dell’arretrato INPS. Premesso che si usa accostare le due questioni che, però, nulla hanno in comune: una riguarda il recupero della multa pagata dall’Italia, l’altra le conseguenze di un discutibile sistema impositivo. Le multe per le quote latte riguardano essenzialmente il nord, i contributi agricoli essenzialmente il sud. Le “quote latte” sono fortemente sponsorizzate dalla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania (e si vede), i contributi agricoli non interessano la maggioranza al governo. L’ emendamento presentato dalla senatrice Adriana Poli Bortone avrebbe permesso un’ attenuazione delle tensioni, che certamente riesploderanno fra poco e voi, che siete i più attenti testimoni di ciò che accade sul vostro territorio, ne siete a conoscenza. Per motivi tecnici l’emendamento sui contributi agricoli è stato presentato come sub emendamento a quello delle quote latte e venerdì si è avuta la conferma delle nostre convinzioni e preoccupazioni espresse in tutti i mesi scorsi. In Commissione Bilancio (presieduta dal nostro conterraneo Senatore Antonio Azzollini, che è anche sindaco di Molfetta), venerdì scorso, l’ emendamento “Quote latte” è passato 13 a 12 mentre il sub emendamento “contributi agricoli” è stato bocciato con gli stessi voti. Questo dimostra ancora una volta la volontà dal Governo di disinteressarsi del meridione e delle conseguenze che scaturiranno da queste “distrazioni”. Rammentiamo che a dicembre le Regioni centro-meridionali hanno chiesto la dichiarazione dello stato di crisi (la regione Puglia per quietare la rivolta in Capitanata): il Governo, pesantemente condizionato dalla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, ancora oggi ignora quelle richieste, anche se lo stato di crisi servirebbe solo a controllare gli animi e dare il tempo necessario per tentare soluzioni accettabili. Intanto, proseguono le vendite all’asta e mercoledì è autorevolmente emersa in Commissione Agricoltura del Senato la necessità di esaminare gli acquisti delle aziende agricole in un periodo di perdite certe per sapere chi, perché e con quali capitali stia acquistando. Nei mesi passati è stata chiesta, inutilmente, una commissione di inchiesta sui costi delle aziende meridionali in modo che fosse documentata l’impossibilità di andare avanti, ma anche questa richiesta è stata ignorata. Abbiamo personalmente chiesto durante l’audizione in Commissione Agricoltura di riflettere sul lavoro nero visto esclusivamente come fenomeno delinquenziale senza chiedersi il perché del fenomeno stesso e cercare le soluzioni logiche e umanamente accettabili per eliminarlo, evidenziando che le aziende che utilizzano in tutto o in parte gli “schiavi” non hanno arretrati INPS mentre lo hanno le aziende che, rimanendo nella legalità, hanno sempre e solo assunto regolarmente il personale, pagandolo il giusto, garantendo assistenza ed assicurazioni ma arretrandosi con l’INPS. La senatrice Adriana Poli Bortone ha ripresentato gli emendamenti in Aula: non si tratta più di destra o sinistra, si tratta di sopravvivenza del meridione agricolo e della tenuta sociale perché il fenomeno riguarda circa mezzo milione di aziende; è facile calcolare quante persone ne siano coinvolte ed è necessario pertanto il vostro intervento diretto e quello dei consiglieri nei confronti dei Senatori che risiedono nelle vostre zone anche se il Presidente del Consiglio promette il “tutti a casa” in caso di mancanza della fiducia, novando così anche l’articolo 88 della Costituzione che continua a dare questa facoltà solo ed esclusivamente al Presidente della Repubblica! Vi alleghiamo l’elenco dei Senatori PDL pugliesi, con gli indirizzi di posta elettronica tratti dal sito istituzionale del Senato, affinché interveniate sui Senatori di vostra diretta conoscenza, facendo presente che seguite il loro lavoro e le loro prese di posizione a tutela dei diritti degli agricoltori meridionali.
Beppe D’Ercole